Vintage glasses e Jean Paul Gaultier…una moda che nacque nel presente

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Pierre Cardin, il primo a prestar fede alle poliedriche potenzialità di Jean Paul Gaultier, l’enfant terrible dell’haute couture francese, ci disse di lui: “Lui è un vero stilista, la gente riconosce il suo stile…”

Ricercatore di materiali inconsueti, provocatore di forme, sperimentatore, stravolgitore e inventore di tecniche e strutture modellistiche atipiche, Gaultier è indiscusso e riconosciuto protagonista dell’ultimo trentennio nel campo della moda, tanto che il suo stile si potrebbe definire a-temporaneo. Davvero difficile classificare gli articoli di Jean Paul in una categoria vintage, anche se nel frattempo ne è passata di acqua sotto i ponti, come del resto è difficile parlare di epoca a fronte di un’inventiva e di uno stile talmente unico, tale da essere riconducibile a una vera e propria sospensione temporale.

 

Jean Paul Gaultier

Certe creazioni da lui concepite possiedono un dono speciale, quello dell’ubiquità nel tempo a cavallo tra i decenni. Scegliere un occhiale che sembra in realtà assolutamente attuale, eppure è un vero vintage glasses by Jean Paul Gaultier come il 55-3271 Gun Metal, un articolo originariamente commercializzato tra la fine degli anni ’80 e gli inizi del ’90, è in grado di provocare una specie di auto-fraintendimento, uno scherzo della simultaneità a causa della sua valenza di moda precorritrice così potente. Mentre Lady Gaga indossa occhiali vintage firmati Gaultier lui propone come ultimo guizzo inventivo una collezione omaggio ad un icona come Amy Winehouse, quasi la sua macchina del tempo possa viaggiare oltre la soglia del vintage, nel futuro. Una premonizione sullo spirito dei tempi che si dice possa legarsi al mistero di una nonna, quella di Jean Paul, chiromante. Questa persona, a lui così vicina, solita a prevedergli il futuro con le carte. E se prevedere e anticipare il futuro si rivelasse poi un vero e proprio dono di famiglia, qualcosa di ereditario? Certamente si esplicherebbe nelle intuizioni antesignane dell’ancor giovanissimo stilista..

Vintage glasses by Jean Paul Gaultier

Che dire delle lenti specchiate blu elettrico dei meravigliorsi  56-4172 Gold con montatura in metallo dorato, talmente in linea con le ultime tendenze moda sembrano disegnate l’altro ieri, eppure sono Original Vintage.

Jean Paul per queste sue indiscusse capacità creative non a caso è noto per nutrire un amore, pienamente corrisposto tra l’altro, per le star dalla forte personalità e carisma. Madonna, certamente è una di queste, arrivando poi alle nuove generazioni classe ‘80, ove figurano personaggi come il sinistro quanto eccentrico Marylin Manson. Si pensi alla front-woman oversize del gruppo punk-soul Gossip, Beth Ditto, straordinaria potenza vocale diventata a sua volta stilista, stimolata nella sua creatività dalla sua obesità e forse dall’incontro con JP.

Impossibile dimenticare i costumi da lui realizzati per il cinema.  Quelli pop-futuristici creati per “Il quinto elemento” di Luc Besson, figuranti un’eterea meravigliosa Milla Jovovich, un impavido Bruce Willis, un gelido e spietato Gary Olman. E chi poteva essere il costumista scelto per realizzare i costumi di diversi film di Pedro Almadovar se non Gaultier?

Ecco che si scopre il suo mondo contagioso d’immaginazione e fecondità. “Ebbi la fortuna e l’onore di lavorare per un breve periodo con questo ingegnoso creativo(ndr)”, praticamente autodidatta sin dai tempi dell’infanzia, i tempi durante i quali le “sue vittime” furono orsacchiotti, peluche e barattoli di alluminio da sezionare, come lui stesso ha confidato. Memorabile, in particolare, il periodo in cui si cimentava nella realizzazione di capi in neoprene da declinare in una collezione di prêt-à-porter. Beh, perchè no?! Fece visita più volte nel seguire il suo progetto all’Elios di Cattolica, mitico negozio specializzato nella commercializzazione e produzione di mute da sub, giusto per andare sul tecnico e sulla competenza, essendo seguito dall’ufficio prodotto di San Giovanni in Marignano, in licenza presso il gruppo Aeffe di Alberta Ferretti.

Era il preludio di un’evoluzione creativa imperterrita e inarrestabile che non avrebbe mai più finito di sorprendere. Un grande insegnamento per chiunque s‘interessi di moda è l’elaborare quella sua maniera possibilista e confidente, coscienziosa e pratica, che si concretizza proprio durante l’exploit tra la fine degli ’80 e i ’90. Jean Paul Gaultier come tutti i grandi designer è caratterizzato da quella proposività e determinazione che sanno operare in totale libertà, potendo modificare per sempre, come spesso ha dimostrato, i connotati semantici della moda e delle sue letture.

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